Biografie Artisti 2026

Biografie Artisti

 

Paolo Nicolai

È nato a Roma nel 1953. Il padre, Renato, era un noto giornalista e scrittore appassionato di fotografia che ha trasmesso subito a Paolo la passione per questa tecnica. Di fatto, Paolo all’età di 21 anni pubblica un libro fotografico dedicato alla vita dei fratelli Cervi, 7 giovani partigiani emiliani fucilati dai fascisti che rappresentano il mito della Resistenza italiana. Paolo aveva anche un’altra passione: la natura. Si laurea in biologia e si specializza in entomologia diventando in pochi anni lo specialista italiano di riferimento per i Plecotteri e i Ditteri Blefariceridi. Descrive 4 nuove specie e produce circa 60 pubblicazioni scientifiche. Pubblica una monografia sulla scienza della bioindicazione, una serie di tecniche di valutazione della qualità ambientale basate sull’uso di indicatori e indici biologici. Diventa un collaboratore della Commissione Europea e del Ministero dell’Ambiente per lo sviluppo di strumenti legislativi basati su indicatori biologici. Nel 1985 diventa ricercatore presso l’ENEA dove continua a lavorare sugli indicatori biologici. Dal 2000 inizia a collaborare con il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide e partecipa alla XIX spedizione presso la stazione Mario Zucchelli (2003-2004). Negli anni successivi entra in varie commissioni e gruppi di lavoro, fra cui il CCAMLR e lo SCAR, organismi internazionali legati all’ONU e dediti alla ricerca e alla protezione ambientale in Antartide. Nel 2020 va in pensione e inizia a dedicarsi a tempo pieno alla fotografia naturalistica, e in particolare alle foto di uccelli. Nel 2023 pubblica un calendario fotografico con le specie di rapaci che abitano il Parco Regionale di Bracciano – Martignano. Nel 2021 realizza un osservatorio ornitologico alle pendici dei Monti della Tolfa dedicato all’osservazione del nibbio reale e del nibbio bruno. Partecipa al censimento annuale degli uccelli abitanti lo stesso Parco e al censimento europeo del nibbio reale. In qualità di volontario della LIPU partecipa alle attività del GSCA, un gruppo dedicato alla protezione dell’albanella minore nel Lazio.

Alessio Romeo

Nasce a Bracciano nel 1978. Fin da piccolo si appassiona alla fotografia, fotografando momenti di festa o familiari insieme al padre con una AGFA POCKET. Rimane subito affascinato dal fatto che con quel piccolo strumento si potesse imprigionare il tempo. Per lui la fotografia è un viaggio nei ricordi e nei luoghi, dove le persone vengono racchiuse per sempre in un istante. Da qualche anno, dopo una serie di eventi, ha iniziato a condividere la sua passione con altre persone, facendo mostre ed altro. Essendo anche un pilota di droni, ha realizzato ben tre film documentari per la RAI. Proprio durante uno di questi film, dedicato agli eventi degli Istriani, gli è venuta l’ispirazione di creare un archivio fotografico storico del paese dove è nato e cresciuto. Per lui è molto importante preservare i ricordi ma soprattutto la storia e l’identità del suo paese.

Edoardo Fornaciari

Nato a Parma nel 1952. Dopo la maturità classica si è trasferito a Milano per dedicarsi al fotogiornalismo. Ha lavorato per le agenzie Farabola e DFP prima di iniziare a collaborare, nel 1976, con l’agenzia francese Gamma. In quegli anni è passato dallo sport alla “nera” al “sociale”. Si è occupato di malavita e di terrorismo. Nel 1979 si è trasferito a Roma come corrispondente dell’agenzia Gamma, per l’Italia e il Vaticano. Nel 1980 ha firmato la copertina del settimanale americano Time in occasione delle esequie di Tito a Belgrado. Ha seguito Giovanni Paolo II in molti viaggi pastorali anche all’estero, le vicende della politica italiana, i fatti di Mafia e di Camorra continuando a pubblicare sui giornali americani Time, Newsweek e New York Times e sugli europei Paris Match, Figaro Magazine, Stern, Epoca e L’Europeo. Nel 1986 ha firmato la copertina del settimanale francese Paris Match in occasione della strage di Fiumicino. Negli anni ‘90 ha smarrito per qualche tempo la strada del fotogiornalismo dedicandosi ad altro. Dal 2000 fino alla chiusura della rivista (2012) ha collaborato con Panorama Travel realizzando reportage di viaggi in Italia e nel mondo. Ora vive e Parma e collabora, oltre che con la Gazzetta di Parma (rubrica “Parmigiani”), con enti e aziende locali per cui realizza immagini corporate, promozionali e pubblicitarie. Negli ultimi anni ha pubblicato diversi libri fotografici sulla sua città e sulle attività industriali di alcuni importanti clienti. Ha recentemente affidato la gestione del suo vastissimo archivio all’agenzia milanese Luz Photo. Dall’anno accademico 2013-2014 insegna “Cibo e Fotografia” (il linguaggio della fotografia applicato al food) al ‘Master Comet’ del Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università degli Studi di Parma.

Yuliya Vassilyeva

Nata in Kazakistan da una famiglia russa, si è trasferita in Italia nel 2006. Dopo avere studiato Giurisprudenza e avere conseguito il titolo di avvocato, più di quindici anni fa si è appassionata di fotografia, fino al punto di renderla la sua professione. Ora è diventata una fotografa di viaggio e video maker freelance. Ha fotografato in oltre 50 Paesi in Europa, Asia, Americhe e Africa. Le sue foto sono state pubblicate su giornali e riviste e mostrate in programmi televisivi come “Il Mondo Insieme” e “Eden – un pianeta da salvare” su LA7 Ha partecipato a tante spedizioni nell’Artico russo, conducendo tour tra gli indigeni Nenet a Yamal, sull’Oceano Artico e sul Mar Bianco. Dal 2017 fatto tanti tour fotografici invernali in Siberia sul Lago Bajkal. In collaborazione con l’agenzia turistica italiana con sede a Reykjavik “Hidden World Travel”, ha lavorato nell’organizzazione e nella conduzione di tour fotografici in tutto il territorio islandese.

Cristina Barduagni

Fotografa amatoriale, ha sviluppato nei suoi numerosi viaggi esperienziali una profonda attenzione per la fotografia come strumento di osservazione e racconto. Ha realizzato mostre fotografiche con il patrocinio del Comune di Roma e del municipio XX alla torretta Valadier ( Ponte Milvio): Occhi linguaggio dell’anima… e l’India incontra l’Africa. In questa esposizione esplora l’espressività umana attraverso l’immagine, concentrandosi sullo sguardo come forma di comunicazione. Le sue fotografie indagano ciò che le parole non riescono ad esprimere dando vita a emozioni intime ed autentiche.Lo sguardo diventa così una narrazione sospesa e silenziosa, un frammento d’anima.

Alessandro Guadagni

Amo la fotografia. L’amore è iniziato con una Kodak Instamatic Camera 104 che ricevetti in regalo per la prima comunione. Durante gli anni della scuola media barattai l’insegnamento del latino con quello di sviluppo e stampa in camera oscura. Da allora questo amore non mi ha più abbandonato. Mi dedicò principalmente al ritratto e quasi esclusivamente in bianco e nero. I miei riferimenti fotografici sono Letizia Battaglia, Henri Cartier-Bresson, Ferdinando Scianna e Gianni Berengo Gardin.
 

Franco Buoncristiani

Franco Buoncristiani (Pisa, 1965) vive a Roma dal 1998. Si avvicina alla fotografia nel 1999 e approfondisce il linguaggio del reportage e della fotografia documentaria attraverso workshop e masterclass con autori internazionali come Susan Meiselas, Jérôme Sessini e soprattutto Fulvio Bugani. La sua ricerca si concentra sulle trasformazioni sociali, le migrazioni e le comunità che vivono ai margini dei grandi processi urbani ed economici. Predilige progetti di lungo periodo, sviluppati attraverso una frequentazione costante dei luoghi e delle persone fotografate. Tra i suoi lavori principali vi è quello dedicato al Metropoliz, l’ex fabbrica occupata alla periferia di Roma trasformata in una comunità multiculturale. Attraverso diversi progetti documenta la vita quotidiana degli abitanti, affrontando temi come il diritto all’abitare, l’infanzia, l’integrazione e la costruzione di nuove forme di comunità. Ha inoltre realizzato un reportage sulle comunità rom originarie della Romania nella città di Călărași. Nato dalla partecipazione a due matrimoni della stessa famiglia, il lavoro racconta il ritorno annuale di una comunità migrante nel proprio luogo d’origine, osservandone i rituali, i legami familiari e il senso di appartenenza. Accanto al reportage sociale coltiva la fotografia di viaggio e la street photography, interessandosi ai luoghi in cui tradizioni, identità e cambiamenti sociali si incontrano. Il suo lavoro è orientato alla costruzione di narrazioni visive autentiche, fondate sull’osservazione e sulla relazione con le persone fotografate.
   

Ivana Galli

Artista visiva e fotografa, Ivana Galli esplora i temi dell’identità, della memoria e della rinascita attraverso linguaggi diversi: fotografia, installazione e libri d’artista. Fin da giovane si è formata nel laboratorio fotografico del padre, sviluppando un approccio intimo e materico all’immagine. La sua ricerca unisce l’attenzione alla persona e alla materia con riflessioni sulla fragilità e sulla resilienza, spesso ispirate al rapporto tra corpo, tempo e trasformazione. Ha esposto in Italia ed Europa in paesi come : Parigi, Arles, Bruxelles, Klagenfurt, Lugano e in varie città Italiane. Vive e lavora a Venezia, dove ha il suo atelier presso Officine Forte Marghera.